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Fable III, il videogame con i matrimoni gay

Le discussioni sul mondo omosessuale sono qualcosa di quanto mai attuale. Innumerevoli dibattiti si fanno sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e sulla possibilità da parte delle relative coppie di adottare, nonché sulla liceità e la compatibilità dell’omosessualità con professioni di natura militare, educativa e religiosa. Al di fuori di ogni più chiuso parere, la rete sembra ormai un luogo dove il “diverso” si possa sentire integrato. Lo stesso Facebook (come tanti altri siti di chat) permette di inserire nel proprio profilo informazioni riguardanti i propri gusti sessuali. Perché quindi meravigliarsi e spaventarsi di un aspetto della vita reale, che riguarda milioni di persone che si ritrovano a dover essere discriminate per la propria natura?

I TABU’ DEL WEB – Se la rete sembra il mondo della “libertà per tutti”, dove ognuno può esprimere sé stesso a prescindere dalle altrui chiusure, c’è ancora un senso diffuso di ripugnanza verso le tematiche gay o lesbo. Ad abbattere un piccolo, ulteriore, muro ci pensano anche i videogiochi. Fable III, pubblicato da Microsoft, è un gioco di ruolo per Xbox 360 (e PC), in cui viene introdotta la possibilità di creare un personaggio di qualunque natura (etero, omosessuale, bisessuale), nonché la massima libertà in tema di famiglia e matrimonio. Unioni, matrimoni e divorzi saranno all’ordine del giorno, senza alcun limite, questo per aiutare a rinforzare la personalizzazione del proprio alter-ego informatico ed individualizzare al massimo l’esperienza videoludica.

ANCHE UN VIDEOGAME SERVE – È un videogioco che tenta di buttar giù le barriere dei pregiudizi, ci avevano già provato The Sims e Fallout 2, nonché qualche piccola apertura era venuta dai personaggi di Zelda (che spesso si veste da uomo), Ombretta (che in Paper Mario dichiara di essere stato uomo ed aver cambiato sesso) e di N. Gin (che in Crash Tag Team Racing assume atteggiamenti molto femminili). Certamente Fable III rappresenta una sfida all’omofobia che, in videogiochi come Grand Theft Auto, ha sempre fatto da padrona.

Giuseppe Guarino

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