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Minestrone centrosinistra: PD, IdV, SEL, Fed, API, Verdi, Grillo, PSI e UDC?

Una nuova Unione si affaccerà sulla scena italiana, non si sa quando, ma tutti sanno che sarà questione di mesi. Il governo Berlusconi IV sembra sempre più agli sgoccioli a causa dei continui scandali e delle scaramucce tra i finiani di FLI e i pidiellini, nonché dalle uscite da primadonna capricciosa e insoddisfatta della Lega e dei suoi. Il centrosinistra sembra in attesa di movimenti, ma senza prepararsi accuratamente.

Ecco perché c’è il pericolo di una nuova Unione, che includa avversi movimenti e che comporterebbe il rischio di un frammentato schieramento politico (come già sperimentato negli anni del Prodismo).

Ecco perché, accantonata (non definitivamente, per carità, per qualcuno potrebbe anche tornar comodo) l’ipotesi d’un Futuro e Libertà a fianco di PD & co., si tesse una tela dalle maglie larghe, non coesa e apparentemente potenzialmente instabile.

Non sono mai mancati i messaggi d’amore del partito dell’ulivo a Casini e ai suoi biancofiori (da parte di Bersani come da parte di Marini), mentre dal combattivo Di Pietro è stata sempre mostrata una certa dose di ritrosia ad una convergenza al centro (Di Pietro preferirebbe “rubare” l’elettorato al centro e al centrodestra e non trascinarselo dietro). Lo scudo crociato si è sempre, invece, mostrato cauto nei confronti di molte pronunce e, con elvetico neutralismo, si è solamente appoggiato al davanzale ma in attesa che crolli il governo dell’ex amico di Arcore.

Ci sono poi le microformazioni, quelle che vorrebbero attaccarsi ad un alleato relativamente forte: i Verdi scaraventati fuori dalla politica che conta; i rutelliani dell’API che ronzano ora attorno al PD, ora attorno a Fini o Casini; i socialisti che, nell’eterno vagare, cercano stabilità e conferme; i nostalgici comunisti della falce e martello in cerca di nuovo splendore e, infine, i grillini pronti a fare opposizione a prescindere. Tanti ingredienti davvero e il rischio di fare un minestrone dal cattivo gusto.

E alla fine arriva Nichi: il leader di Sinistra Ecologia Libertà, forte dei consensi sempre più ampi verso la sua formazione, nonché del sostegno di parte degli elettori degli altri partiti di centro-sinistra, che apprezza (pur sempre nella diversità) molti dei potenziali alleati. Vendola si propone come dialogatore con gli altri e apre anche, per la prima volta, al centro. Potrebbe essere il sale del minestrone, si spera riesca a conferirgli un buon sapore.

Giuseppe Guarino

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