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Il rilancio del mercato musicale sta nell’abbattere i prezzi

pirateria

[Giornalettismo] Secondo Rob Dickens, ex dirigente della divisione britannica di Warner Music, il metodo per uscire dalla crisi che oramai da anni attraversa il mercato della musica starebbe nell’abbattere i prezzi degli album musicali.

Il motivo principale di tale dichiarazione può derivarlo chiunque abbia un minimo di conoscenze microeconomiche: “l’abbattimento del prezzo fa alzare la domanda”. Ma per il mondo discografico sarebbe realmente così?
La pirateria ha origini lontane, ma con l’analogico il copiare e ricopiare lo stesso nastro più volte creava una notevole perdita della qualità (sia del nastro originale che delle copie, via via più scadenti) e quindi l’unico metodo per un ascoltatore di sentire una registrazione in tutto il suo splendore era acquistare l’originale. Con il digitale non lo è: i formati compressi come mp3 e wma sono un ottimo compromesso qualità prezzo e la pirateria (una volta monopolio del mercato nero) non è quasi più un mercato ma semplicemente un agire comune (bastano un pc e una connessione internet per scaricare praticamente qualunque cosa).

In ogni caso, secondo Dickens, i prezzi elevati degli album mettono il consumatore di fronte ad una scelta: in pratica, l’ascoltatore seleziona per l’acquisto solamente ciò che gli interessa davvero e non ciò per cui prova solo curiosità, che scaricherà  o si procurerà piratamente. Ciò trova un reale riscontro, tutti coloro che acquistano originale lo fanno per determinati prodotti o, meglio, per il prodotto che interessa (il nuovo CD dell’artista preferito). Per il resto c’è il file sharing oppure YouTube, che molti utilizzano per ascoltare musica e, tramite i siti di ripping, anche per scaricarla (anche se a qualità modesta). Ecco quindi che, fissando il costo degli album ad “appena una sterlina”, qualsiasi ascoltatore potrebbe scegliere più originali contemporaneamente (un album appena uscito costa in media 17 euro, circa 15 sterline, e quindi si potrebbero acquistare, con la stessa spesa, ben 15 album).

La proposta stupisce soprattutto le major discografiche, che sarebbero quelle che incassano la maggior parte degli utili delle vendite degli album, ma forse la voce di Rob Dickens non rimarrà da sola a gridare nel deserto a proporre quella che sembra una delle poche soluzioni alla crisi.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Giornalettismo.com il 19/10/2010: http://www.giornalettismo.com/archives/89339/soluzione-antipirateria-poco/

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