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Colpo alla democrazia Usa: via il tetto ai finanziamenti per i giudici

judge

[Giornalettismo] Il sistema giudiziale americano è stato sempre molto affascinante, come del resto ogni sistema di Common Law: i giudici non sono vincolati al disposto di testo o, meglio, dispongono di una possibilità di interpretazione molto ampia. Il punto forte del sistema è che è la giurisprudenza a fare la legge, sicché le decisioni di un giudice diventano vincolanti per tutti gli altri giudici di pari grado. A tutela di tutto c’è l’organo di chiusura, la Corte Suprema, garante del sistema e il cui parere è vincolante per tutti (essa possiede, grosso modo, i poteri che in Italia sono della  Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione).

Ma la giurisprudenza americana è diversa da quella italiana, i giudici sono eletti dal popolo. E, come è tradizione per ormai qualunque competizione elettorale (anche quelle dei rappresentanti di classe o degli amministratori di condominio), prima di recarsi alle urne c’è una campagna elettorale. Ora, qualcuno potrà convenire che non ci sia niente di male nelle campagne elettorali al fine di ottenere consenso popolare. Nessun dubbio che dovrebbe essere così, se non fosse che negli Stati Uniti si vivono da sempre (basti pensare alle elezioni Presidenziali, nonché a quelle Statali o alle semplici primarie) elefantiache campagne elettorali. Per i giudici era diverso: una norma metteva dei tetti alle donazioni a sostegno delle loro campagne elettorali che perciò dovevano svolgersi forzatamente all’interno di prefissati parametri, fare le cose in grande non era possibile.

La Corte Suprema ha però tolto di mezzo l’ingombrante disposto e, alcune settimane fa, ecco spuntare una pronuncia alquanto discutibile: non è costituzionale porre limiti ai finanziamenti alle campagne elettorali dei giudici. Si va così a delineare il profilo delle prossime campagne elettorali: i giudici saranno finanziati sempre più dalle grandi imprese, con conseguente “legame” tra le parti. Per cui il giudice che agisce in giudizio contro una di queste imprese perde un finanziatore: le lobby economiche hanno vinto!  E già ci riuscivano da anni con il potere politico, proprio con questo sistema: finanziare le campagne elettorali di repubblicani e democratici in modo da ottenere “favori” una volta che la forza politica di turno sia salita al potere. Ora si passa dal campo politico a quello giudiziario, la giustizia avrà un prezzo negli Stati Uniti. In nome della libertà si arriva al condizionamento, quale giustizia potrà mai essere esercitata da giudici che si presentano in tribunale sponsorizzati dall’impresa di turno?

In Italia si discute da anni di conflitto d’interessi e di toghe politicizzate, ma c’è chi, dall’altra parte dell’oceano, sta mandando alla deriva la grande democrazia che aveva in mano. E forse non è un caso se su New York Times e Washington Post non è stata spesa in merito nemmeno una parola.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Giornalettismo.com il 16/10/2010: http://www.giornalettismo.com/archives/88752/usa-limite-finanziamenti-lobby-giudici/

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