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Bossi: Elezioni a novembre

Umberto Bossi

Il Ministro per le Riforme e leader della Lega Nord: Umberto Bossi

Terreno duro per il governo secondo il Ministro per le Riforme. Si sa, Bossi non ha digerito le prese di posizione del presidente della Camera Fini che, a suo parere, soffre di manie di protagonismo.

Un accordo con l’ex missino sembra però impossibile, è un tentativo impossibile, l’ultima spiaggia: Berlusconi si ritroverebbe a ricercare voti ogni volta che si presenta in parlamento. In quel caso meglio le elezioni, non le vuole né Fini né la sinistra, non prenderebbero voti. Le elezioni sarebbero più favorevoli di un governo tecnico che delegittimerebbe le scelte dei cittadini: “il popolo sarebbe espropriato del diritto di voto“. L’analisi del Senatur sembra abbastanza lucida, è la stilizzazione di quello che sembra l’ultimo atto di vita del Governo italiano. Potrebbe però rappresentare un’ipotesi di rafforzamento dello stesso, secondo lo stesso Ministro: “Se andiamo al voto spazziamo via tutti”. Infine, Bossi ha anche zittito le voci relative ad una laurea ad honorem in Scienze della Comunicazione, proposta dal Ministro Gelmini: “E’ una stupidagine se avessi voluto avrei potuto fare il medico e invece ho scelto la politica”.

Ma è talmente sbagliata la manovra finiana? Cioè, un Presidente della Camera (anche se ha il piede in due o tre scarpe contemporaneamente) può deleggittimare un governo da cui non si sente rappresentato? Un gruppo di parlamentari (quelli di Futuro e Libertà in questo caso, ma l’elenco potrebbe riempirsi con infiniti esempi) può stravolgere il voto degli elettori che li hanno scelti come rappresentanti di una forza politica, passando all’opposizione?

Certo che si può, altrimenti la democrazia si rivelerebbe una dittatura a tempo determinato, ogni cinque anni. Certo, il voltagabbana di alcuni uomini politici non è sempre una bella cosa, ma l’uomo è libero di fare ciò che vuole. Inoltre gli articoli 67 e 68 della Costituzione Italiana recitano: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” e “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.”.

E’ quindi legittima ogni scelta, rientrante perfettamente nei disposti. Il tradimento poi, in politica, è uno dei peccati che più facilmente si perdonano, basta rientrare alla base. Altrimenti non si spiegherebbe come mai lo stesso Bossi sia ancora ministro in un governo il cui capo è “un tubo vuoto qualunquista, un povero pirla, un traditore del Nord”.

Giuseppe Guarino

PER APPROFONDIMENTI

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