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Buona Estate Italia!

Fini-BerlusconiE’ un caso, solo un caso che quest’estate la crisi di Governo sia arrivata prima delle ferie. Un caso?
L’estate potrebbe essere più calda, molto di più, di ciò che si potrebbe ricavare dalla semplice osservazione delle temperature.

Il Parlamento è in vacanza e quindi di terreno di scontro con il governo, almeno dai banchi ufficiali, ce ne sarà poco. Quello che è certo è che nelle segreterie di partito e nei giornali qualcosa si sta muovendo in vista dell’incerto futuro. Innanzitutto il PdL ha subito rimosso il Secolo d’Italia dalla propria homepage, così come la fondazione Fare Futuro e Libertiamo, ma d’altronde se il fondatore esce da ciò che ha fondato è meglio fingere che non ci sia mai stato.
Il problema sono le opposizioni. Già si vedono Alleanza per L’Italia (Rutelli) e UdC a braccetto con i finiani di Futuro e libertà, tra un pò ci vedremo pure il Pd. Sicuro? No. Nulla lo è.

Il Pd oscilla dalle ipotetiche alleanze con Di Pietro a quelle con Vendola, a quelle con Casini o con Fini (per non parlare delle ipotesi Governo di Larghe intese). Fatto sta che da solo non può andare lontano, l’estate per Bersani sarà un occhio al miglior offerente. Per Fini sarà una ricerca d’un posto nuovo per imporsi. Per Di Pietro e Vendola sarà un’estate da passare ad urlare le proprie ragioni a possibili alleati dalle orecchie otturate e dai paraocchi. Per Casini si parla più che altro di centro di gravità permanente: più centro o gravità?

«Sento il respiro affannoso delle cose vecchie che muoiono, con tutti i rischi che questo comporta» (Beppe Pisanu, Il Secolo d’Italia, 6/8/2010)

Infine, l’estate di Berlusconi può essere più calda di quella degli altri, il vecchio ragno è ancora capace di tessere le tele e non è assolutamente detta la parola fine sulla sua leadership. Nuove elezioni potrebbero portargli ancora più bene e in quel caso coloro che già sono pronti a festeggiare in caso d’una sua ipotetica caduta sapranno rimproverare chi non s’è alleato come doveva, in una tempesta di “ma se…”, “potevamo” e “ma forse”. In ogni caso la democrazia parla chiaro e, anche se le alleanze fossero sbagliate, sarebbero sempre gli italiani ad avere l’ultima parola, che in questo caso sarebbe l’elevazione o l’estrema unzione di Berlusconi. “I politici più scafati possono comportarsi come lo struzzo, i cittadini non se lo possono permettere se vogliono vivere in un paese normale.” Lo afferma Moni Ovadia su L’Unità del 7 agosto.

Per ora tutta Italia può fare sogni tranquilli, quest’estate il governo non cadrà. Aspettiamo fiduciosi settembre.

Giuseppe Guarino

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