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Jefferson cancellato dai libri di storia, revisionismo in Texas

Thomas Jefferson

Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti

A cosa si sta arrivando in Texas? Si tratta di revisionismo storico senz’altro, ma ciò che fa paura è come la storia possa essere manipolata. Abbiamo assistito in questi giorni a maestre e genitori in lacrime, che piangevano per l’istruzione che sarà negata a quelli che verranno. Non sarà loro vietato di andare a scuola, no, ma sarà loro fornita una versione della storia “rivista e corretta”, cancellando gli scomodi ed esaltando gli eroi (!).

Ecco quindi che al governo texano hanno preso una decisione: via dai libri di storia quel cialtrone di Thomas Jefferson e diamo nuova gloria al tormentato senatore alcolista Joseph McCarthy! E poi i termini, vanno certo corretti. Parlare di capitalismo? No, lo faceva il comunista Marx! Meglio utilizzare una parola più consona e meno aggressiva: “economia di mercato”. Parlare di democrazia? No, si rischia grosso in quel caso. L’America sarà meglio ricordarla come la più grande Repubblica Federale. Dimentichiamoci quindi che, sin dalla loro nascita, gli Stati Uniti hanno avuto forti basi democratiche e che, negli anni della Guerra Fredda, la democrazia è stata uno dei pilastri degli States nella lotta ai Paesi del Patto di Varsavia. In più verranno omessi tutti i riferimenti riguardanti la separazione dei poteri tra Stato e Chiesa, d’altronde ciascuno è libero di professare la propria religione purché si tratti di quella cristiana!

Ma torniamo ai personaggi. L’escluso Jefferson e il riabilitato McCarthy:
Il primo sparirà da ogni testo, il secondo sarà esaltato.
Il primo era segnato fortemente dal pensiero illuminista, il secondo lanciava spesso accuse infondate.
Il primo era un’ottimo architetto ed un brillante avvocato, nonché fondatore dell’Università della Virginia, il secondo si era arruolato nei Marines soltanto perché così avrebbe potuto avere qualche chanches in più nel mondo politico.
Il primo fu eletto presidente per due mandati di seguito e fondo il partito democratico-repubblicano, il secondo lottava anche contro i propri alleati.
Il primo emanò una prima legge contro l’importazione degli schiavi e fu un convinto pacifista, il secondo diede il via alla Caccia alle Streghe, accusando di comunismo ogni oppositore.
Il primo era un intellettuale, il secondo un alcolista.

C’è da notare che le caratteristiche positive sono tutte a favore di Jefferson, ma nel Texas hanno deciso diversamente. E’ qualcosa di tremendamente pericoloso il mostrare ai bambini che c’è chi ha lottato per la libertà, è molto più facile mostrare loro chi mantiene le proprie certezze. Ci sarebbe il pericolo che un giorno a quei bambini, cresciuti, venga in mente di provare a lottare per uscire da una nuova forma di oppressione: la dittatura dell’ignoranza. Quella che i potenti perseguono. Forse in Texas si finirà di nuovo ad istituire un tribunale della Santa Inquisizione, e si organizzare qualche allegro rogo di libri, possibilmente di storia. Dopo Jefferson potrà toccare a Lincoln o a Kennedy, e allora leggeremo che gli Stati Uniti sono nati in seguito ad un terremoto, che ha suddiviso naturalmente i confini dei suoi Stati e che il Vietnam è stata una guerra difensiva, e magari che Cuba non esiste e che una volta c’era un grande dragone chiamato Unione Sovietica che i Marines americani hanno distrutto a bordo di cavalli alati. E’ facile modificare la storia, è ancora più facile dare ai bambini la visione di eroi candidi che combattono contro mostri lontani.

E i bambini, in questa storia che ruolo avranno? Molto probabilmente saranno meno che semplici comparse.

“E l’America, l’America era pronta, l’America era fatta, l’America era intera. Un cielo di stelle sulla bandiera“.

Giuseppe Guarino

pubblicato su Sannio Week, rubrica Carta Bianca, il 7/06/2010

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