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Lazio, sconfitta e felice. Dove non si può con le proprie mani.

Lazio-InterMassimo Moratti dice che la situazione è strana, ma che non si vergogna. Ma in effetti di cosa dovrebbe vergognarsi? Lui non ha colpa, almeno stavolta.

Quelle di Roma e Lazio sono due tifoserie eternamente rivali e, si sa, di quanto i tifosi di una squadra godano delle pene della propria antagonista. La Lazio non aveva più nulla da chiedere a questo campionato, essendo già matematicamente salva ed essendo già irrangiungibile qualunque altro obiettivo. Ecco quindi che rendere felici i tifosi è diventato l’obbligo. Bisogna dare a loro voglia di continuare a sostenere la squadra, perché sono i tifosi (che pagano il biglietto e l’abbonamento per andare allo stadio, che spendono tantissimo tra Sky e Mediaset Premium) a mandare avanti la baracca. Dove non si può con le proprie mani, il modo più facile per renderli felici è mettere i bastoni tra le ruote alla Roma. Chi se ne importa se la Lazio ha disputato una stagione penosa!

Sono strani meccanismi quelli dello stadio. Fatto sta, che un pubblico che esulta alla sconfitta della propria squadra non è certo il massimo della maturità e della correttezza. Il problema è che, alla Lazio, questi meccanismi sono stati appresi dai giocatori, ed applicati sul campo. Ci siamo ritrovati a una partita-farsa, in cui se non avessero avuto le magliette di colore diverso nessun si sarebbe accorto che in campo c’erano due squadre, in cui se non fosse stato per Muslera ci sarebbe stata una goleada. C’era il pericolo di una partita-farsa già otto anni fa, quel 5 maggio 2002, quel Lazio-Inter dove nella curva biancoceleste campeggiava un “Né Roma Né Juve – Inter Campione”. In quell’occasione (il caso vuole che sia stata anche allora Lazio-Inter) qualcuno si ribellò, rendendo il gioco un pò più movimentato. Questa volta non è successo.

E quelli che sono stati presi in giro non sono certo i giocatori. No. Loro continueranno a prendere senza problemi lo stipendio, a far vendere le proprie maglie, i più fortunati andranno in nazionale. Chi è stato preso in giro e, forse, non se ne accorge è il tifoso. Romanista o interista, laziale o juventino, napoletano o milanista che sia. Chiunque abbia guardato quella partita è stato preso in giro. E quegli ultrà laziali che hanno esultato per la sconfitta della propria squadra non sono altro che la più squallida espressiono di un reciproco odio, figlio d’una permeante stupidità. L’Inter potrà vincere il campionato grazie a questa vittoria, la Roma resterà con l’amaro in bocca. La Lazio al massimo risalirà d’un altro paio di posizioni. Ma se la Roma riuscirà a effettuare il difficile sorpasso, solo allora, i tifosi laziali avranno capito la stupidità del loro comportamento.

Giuseppe Guarino

dove non si può con le proprie mani,
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2 commenti su “Lazio, sconfitta e felice. Dove non si può con le proprie mani.

  1. Peppe, hai totalmente ed assolutamente ragione in quello che scrivi. Non ho letto nè ascoltato niente di più azzeccato sulla partita-farsa di ieri sera e sulle continue beffe che l’Inter sta giocando all’intero Campionato italiano ed al calcio tutto! Complimenti anche per il tuo blog, cercherò di seguirti spesso…
    Ci vediamo in associazione DEMOS quando vuoi. A presto!

    Simone

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